Anci: mercato interno difficile |
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| Scritto da Isabella Naef | |
| venerdì 08 giugno 2012 | |
L'export è cresciuto del 12,7% in valore e del 3,4% in quantità per un totale di oltre 7,4 miliardi di euro e 229 milioni di paia, nonostante il rallentamento che si è reso evidente nel quarto trimestre, in cui si è verificata una frenata
decisa delle esportazioni calcolata, in volume, nel 7%. Questi alcuni dei dati relativi al 2011 evidenziati ieri, a Milano, durante l'assemblea di Anci.
“Il Tornando ai dati, inoltre, a fine anno i risultati sono stati positivi "anche in relazione all’aumento significativo del prezzo medio (cresciuto di 9 punti percentuali) che mostra come, pur in un momento di congiuntura negativa e di diminuzione del reddito disponibile in molti mercati (e in particolare nei Paesi Europei nostri primi clienti) l’appeal delle calzature italiane sia sempre in crescita", ha sottolineato l'Associazione in una nota stampa. "Pur in un momento di grande pressione sui prezzi a livello internazionale, con il valore di oltre 7,4 miliardi di euro l’industria calzaturiera italiana ha raggiunto un livello senza precedenti dal punto di vista delle esportazioni". “Abbiamo recuperato le quote di esportazione in valore e volume di tre anni addietro in quasi tutti i mercati con le uniche eccezioni dei Paesi dell’Est Europa e Csi, i cui livelli, nonostante la vigorosa ripresa del biennio 2010/2011, risultano ancora inferiori rispetto al 2008, e del Nord America, che ha però completato il recupero in valore. Complessivamente il raffronto con il 2008 pre-crisi evidenzia un incremento delle vendite estere del 7,8% in valore e del 3,2% in volume”, ha aggiunto Sagripanti. "Il nostro Paese rimane un esportatore netto con incrementi del saldo commerciale del 10,5% nel 2010 e del 16,4% nel 2011 (contro il calo del 26,2% nel 2009), facendo sì che il comparto moda calzature contribuisca in media più del tessile-abbigliamento o della meccanica qualora si consideri il saldo commerciale per addetto". Nel dettaglio, i dati consuntivi del 2011 indicano incrementi nei primi tre mercati (Francia +10,8%, Germania +7,8%, Usa +14,7% sul 2010), che in termini di quantità, col passare dei mesi, sono divenuti invece modesti (rispettivamente +0,6%, +0,7% e +3,7%). Migliori, invece, i risultati in Russia (+20,7% in valore e +14,9% in volume), come pure verso il Far East: Giappone +20,3% in valore, Hong Kong +48,4% e Cina +88%. "L’aggregato Cina + Hong Kong, considerato in ambito statistico ancora separatamente, è divenuto il nostro settimo mercato di destinazione, con un valore più che raddoppiato negli ultimi 3 anni", recita la nota. Segnali negativi, infine, sono arrivati dai consumi delle famiglie italiane, che solo grazie all’andamento in controtendenza del mese di marzo hanno limitato la flessione nel primo trimestre all’1,6% in volume, con una quasi analoga flessione in valore rispetto a livelli già negativi del primo trimestre 2011. Foto: Cleto Sagripanti |

L'export è cresciuto del 12,7% in valore e del 3,4% in quantità per un totale di oltre 7,4 miliardi di euro e 229 milioni di paia, nonostante il rallentamento che si è reso evidente nel quarto trimestre, in cui si è verificata una frenata
decisa delle esportazioni calcolata, in volume, nel 7%. Questi alcuni dei dati relativi al 2011 evidenziati ieri, a Milano, durante l'assemblea di Anci.
comparto moda calzature italiano attraversa questo momento di grande difficoltà economica internazionale con tante frecce al proprio arco. Ha un potenziale ancora inespresso che è il presupposto per tanti successi nei prossimi anni, almeno tanti quanti sono stati quelli passati. Ma deve sapere dove andare e come usare le potentissime armi a sua disposizione”, ha sottolineato Cleto Sagripanti, presidente dell’Associazione nazionale calzaturifici Italiani. 
