| Buyer in calo a Pitti Filati |
|
| Friday 10 July 2009 | |
A poche ore dalla conclusione di Pitti Filati le previsioni sull'affluenza indicano la presenza di oltre 4900 buyer, in calo rispetto ai 5500 all'ultima edizione estiva, con una buona tenuta del mercato italiano e una leggera diminuzione delle presenze estere del 10% circa. Alla manifestazione
hanno partecipato 118 marchi, di cui 26 provenienti dall'estero.
Come evidenzia una nota stampa diffusa da Pitti Immagine, organizzatore della kermesse che ha aperto i battenti il 7 luglio a Firenze, sono da evidenziare le performance di mercati come Francia, Svizzera, Portogallo, Grecia e Taiwan, difficoltà maggiori arrivano da Giappone, Corea e Gran Bretagna. Al primo posto in termini di affluenza si conferma la Germania. "Questa edizione del salone", ha detto Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, "è andata molto bene, ben oltre le aspettative: le aziende ci hanno detto di aver avuto presenze di grande qualità. Abbiamo sentito una forte voglia di concretezza. Siamo molto soddisfatti anche della sinergia avviata con Pratotrade; il salone sui tessuti Prima-Moda Tessuto ha raccolto tanti consensi".
"Tra gli operatori del settore c'è la consapevolezza che i prossimi mesi non saranno facili, che occorrerà ancora tempo per far ripartire i consumi e con essi tornare a produrre a regimi consistenti, ma questa edizione del salone è andata molto bene". Foto: Pitti Filati |

A poche ore dalla conclusione di Pitti Filati le previsioni sull'affluenza indicano la presenza di oltre 4900 buyer, in calo rispetto ai 5500 all'ultima edizione estiva, con una buona tenuta del mercato italiano e una leggera diminuzione delle presenze estere del 10% circa. Alla manifestazione
hanno partecipato 118 marchi, di cui 26 provenienti dall'estero.
Il settore dei filati ha chiuso il 2008 con un fatturato in calo del 10,5%. Nel primo trimestre 2009 la flessione è stata del 22%. Stando ai dati diffusi da Sistema moda Italia i 2,9 miliardi di vendite generate dal settore hanno contribuito al 5,4% del fatturato del tessile-moda italiano (nel 2007 era il 6%) e al 13,6% del complessivo giro d'affari generato dai comparti a monte della filiera. Sul risultato pesano decrementi della filatura cotoniera, laniera (-10%), e del lino. 