Cresce l'e-commerce di abbigliamento
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mercoledì 25 novembre 2009
Nel 2009 l'e-commerce business to consumer in Italia, inteso come il totale delle vendite realizzate da siti italiani, è stimato poco sopra ai 5,8 miliardi di euro, dato stabile rispetto al 2008 (+1%) e il numero di ordini cresce del 13%. In forte crescita la vendita online di abbigliamento (+42%), bene anche per editoria, musica e audiovisivi (+17%), mentre si riduce il turismo (-3). Questa la fotografia tracciata dall'Osservatorio Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano e School of management del Politecnico di Milano giunto alla nona edizione. Disaggregando a livello di macro-aree, spiegano in un comunicato gli autori dell'indagine, le vendite di "prodotti" B2c - informatica ed elettronica di consumo, libri, abbigliamento, alimentari, aumenteranno del 17% circa superando gli 1,1 miliardi, mentre le vendite dei principali "servizi", come biglietti, viaggi, assicurazioni, chiuderanno il 2009 a circa 3,5 miliardi di euro, in calo del 2%.

"È sull'internazionalizzazione che si gioca la sfida del sistema industriale e produttivo del nostro Paese, nella capacità di fare della qualità che ci contraddistingue sui mercati esteri la leva verso il successo del nostro sistema imprenditoriale", ha commentato Roberto Liscia, presidente di Netcomm, Consorzio del commercio elettronico italiano. "La qualità nella commercializzazione dei beni e servizi e infine nella capacità di comunicare i valori del nostro Paese, si traduce in aumento delle esportazioni e in opportunità di crescita e occupazione nel sistema economico. Il dato registrato quest'anno dalla moda è segnale inequivocabile che va a confermare la strategicità dell'ecommerce per valorizzare la nostra produzione nel mondo. Questo vale nel turismo così come nella moda e in tutti gli altri campi più propri del "made in Italy".

L'abbigliamento, stando all'indagine, è il comparto con il tasso di crescita più elevato, oltre il 42% rispetto al 2008, e consolida così la seconda posizione, per valore, tra i comparti di prodotto, dopo l'informatica e l'elettronica di consumo. Non è un caso che, proprio nell'abbigliamento, negli ultimi due anni, si sia assistito a un significativo ampliamento dell'offerta con l'entrata nel mercato online sia di molte delle principali case moda già presenti offline con boutique o negozi (Armani, Bata, Diesel, Dolce&Gabbana, Energie, LaPerla, Marni, Meltinpot, Misssixty, RobediKappa, Stone Island, Valentino), sia di molti player che operano con il modello del club online (Born4shop, BuyVip, Privalia, Saldi Privati). "Un ruolo chiave per lo sviluppo del settore", recita una nota di Netcomm, "continua a essere giocato da Yoox che, nella duplice veste di sito di ecommerce e di service provider, ha letteralmente trascinato online molti operatori del settore".

Foto: Roberto Liscia, presidente di Netcomm


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