Gucci si rinnova dentro |
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| venerdì 11 maggio 2007 | |
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Riconoscendo le capacità di James McArthur, che ha portato alla redditività con 2 anni di anticipo sul piano del Gruppo e ha costruito un eccellente portafoglio di marchi, il presidente Robert Polet è certo che la squadra di Balençiaga col direttore artistico Nicolas Ghesquière sapranno collaborare ottimamente con Isabelle Guichot. Gucci è a sua volta controllata dal gigante francese Ppr da quando, nel 1999, il polo del lusso investì quasi 3 miliardi di dollari per finanziarne la crescita con nuove acquisizioni, in cambio di una quota del 40%. Ha chiuso il bilancio di esercizio 2006 con un fatturato di 2 miliardi e 100 milioni di euro, in crescita del +16,8% rispetto al 2005. Possiede 219 boutique monomarca a gestione diretta in tutto il mondo. Frida Giannini è la stilista che è dal 2006 al comando creativo della griffe, nata nel 1897 da un giovane italiano che lavorava come ragazzo degli ascensori all’Hotel Savoy di Londra. Si chiamava Guccio Gucci e, abbagliato dagli stemmi nobiliari e dal lusso osservato, di ritorno in Italia si trasformò in artigiano e fondò una maison basata sull’invenzione di tradizioni fantastiche. A Firenze una nobiltà utentica pensò di riconoscervi i tratti di qualche casato e l’eccellenza dei prodotti resero celebre perfino all’estero il nome Gucci. Negli anni ’50 i divi americani si contendevano i capi griffati Gucci e il marchio fiorentino entrò nelle case di tutti i personaggi celebri del mondo. Divenuta società per azioni nel 1982, Gucci è acquisita al 50% da una finanziaria mista inglese e araba, la Investcorp, che la compra al 100% nel 1993. Per modernizzarne il marchio vengono chiamati Domenico Del Sole alla direzione generale e Tom Ford alla direzione creativa. I risultati sono strabilianti e, dopo l’ingresso di Ppr, il timone è passato a Mark Lee nel 2005, un americano che ha scelto Frida Giannini come partner. I risultati, dopo 86 anni dalla fondazione, dimostrano che con un adeguamento ai mutamenti stilistici contemporanei e senza abbandonare le linee della tradizione, il marchio può sopravvivere ancora a lungo. |


Chi si trovava in quella posizione, ovvero James McArthur, proprio oggi se ne va e abbandona ogni carica; era anche executive vice president e direttore delle attività strategiche e acquisizioni nel Gruppo Gucci, con la responsabilità di supervisionare i brand Stella McCarthy e Alexander McQueen. Ora che abbandona la propria postazione, tutti i suoi incarichi sono trasferiti ad Alexis Babeau, attuale executive vice president e direttore generale finanziario del Gruppo, che non rinuncia alle proprie responsabilità ma accumula gli incarichi. Isabelle Guichot, nei prossimi mesi, seguirà la direzione di Sergio Rossi fino alla nomina di un successore pienamente in grado di prenderne il comando. 