Il lusso non delude PPR |
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| venerdì 08 settembre 2006 | |
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Sono aumentati pure i costi della comunicazione che nella prima metà del 2006 sono saliti del 31%. Ma i risultati sono confortanti, considerando che 11 dei 12 negozi aperti lo scorso anno stanno già riportando dei profitti. Dieci boutique Gucci, compreso il flagship store di Tokyo, si prepara a una seconda metà dell’anno in corso con la lancia in resta. Altro marchio con grandi performance per PPR è Bottega Veneta, sempre nel segmento lusso. Qui i profitti sono aumentati da 16 milioni di euro del 2005 a 18 milioni di euro durante questo primo semestre. Il marchio italiano, ben noto per la sua maglieria di lana, può portare a vendite che tocchino il mezzo miliardo di euro all’anno, forse perfino di più, secondo Pinault. Le vendite sono ora a 117 milioni di euro nel primo semestre e, secondo Palus, 17 dei 18 store aperti lo scorso anno con questo marchio generano già utili. Eppure non è ancora il momento di andare alla pari a causa di YSL. La griffe conferma una crescita di ordini nella seconda metà dell’anno. Le perdite sono diminuite del 12,7%, attestandosi sui 35 milioni di euro, grazie alla spinta data dai prodotti in pelle e dagli accessori, oltre ai migliori margini dei negozi gestiti in house. Qui, ha spiegato il direttore generale, bisognerebbe migliorare le vendite per metro quadrato, considerando le potenzialità del mercato del lusso. I brand minori, come i gioielli Boucheron e Balenciaga, hanno migliorato le perdite, che sono scese del 67,5%, toccando i 3 milioni di euro. Il buon risultato è merito in parte dei profitti di Balenciaga, che sono triplicati, mentre sono diminuite le perdite di Boucheron. Non saranno ancora messi in vendita, infice, i marchi di Stella McCartney e di Alexander McQueen che, nonostante non siano in positivo, avranno la possibilità di migliorare entro il prossimo anno. |

Per quanto le vendite retail non siano state esaltanti, Pinault attende con fiducia i risultati del secondo semestre. Le vendite globali di PPR sono cresciute del 7,7%, toccando un fatturato di 8 miliardi e 290 milioni di euro, sollecitato da un aumento prodotto solo dal Gucci Group del 20%. La griffe di Gucci continua a generare la maggioranza dei profitti nel dipartimento del lusso, con un ricavo da 267 milioni di euro, il 39,8% in più grazie ai prezzi più elevati e a controlli sui costi più stretti. Il direttore finanziario di PPR, Jean-Francois Palus, afferma che la crescita di Gucci avviene su tutte le zone geographiche, specialmente nella regione di Asia-Pacifico. I capi in pelle, la gioielleria e il prèt-à-porter hanno accellerato le vendite.

