| Pitti tira le somme della 74esima edizione |
|
| Scritto da Isabella Naef | |
| Monday 23 June 2008 | |
E’ colorato, ecologically correct, ama viaggiare, ed è attentissimo a tagli e tessuti l’uomo della primavera estate 2009. Hanno le idee chiare in fatto di tendenze gli stilisti che hanno presentato le nuove collezioni durante i quattro giorni della 74esima edizione di Pitti Uomo, alla Fortezza da Basso di
Firenze, un appuntamento che ha richiamato 734 aziende con 911 i marchi, tra cui 302 esteri, il 33% del totale. Ma ha le idee ancora più chiare su quali sono gli ingredienti giusti per far funzionare la kermesse fiorentina, anche e, soprattutto, quando lo scenario macro economico si mostra piuttosto complesso, come quest’anno, Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine dal 1995.
Un’attenzione che è stata trasferita nel layout di Pitti Immagine “Free Cycle – Free Mobility”, di cui la protagnista è stata la bicicletta, sempre più simbolo di un’estetica quotidiana e oggetto di culto da parte milioni di persone in tutto il mondo. E’ così, che le due ruote sono state messe a disposizione gratuitamente per spostarsi da un evento all’altro in giro per la città, oltre a essere al centro dell’imponente installazione ideata da Oliviero Baldini nel grande piazzale all’interno della Fortezza. Quanto alla creatività dirompente di Walter Van Beirondonck, il designer fiammingo che ha fatto sfilare nel giardino del Museo Stibbert le sue creazioni ironiche e dissacranti, oltre agli abiti in Pvc e seta, anche modelli con il burqa, sollevando qualche polemica, Napoleone sottolinea che “la sfilata è stata coerente con lo stile del personaggio, ce lo aspettavamo. Il nostro compito, il nostro lavoro come organizzatori di Pitti è di dare spazio agli stilisti in cui crediamo, invitandoli a presentare le loro collezioni”, afferma Napoleone. Stessa filosofia per l’invito rivolto a Hugo Boss, che è tornato a Pitti dopo due anni di assenza. Il brand tedesco ha stupito gli 800 invitati con una sfilata ambientata nella michelangiolesca villa de I Collazzi. L’Africa, i safari, l’avventura, sì declina così la collezione estate 2009 donna e uomo Boss Orange, disegnata da Andrea Cannelloni, che è stata presentata la sera del 19 giugno. “La scenografia e l’ambientazione della sfilata e della cena di gala è stata sensazionale”, dice l’amministratore delegato di Pitti. In giro per i padiglioni della Fortezza, invece, gli addetti ai lavori e i buyer, molti i russi, si aggiravano tra gli stand dei brand del made in Italy e tra le griffe stranire. Tra queste, Bikkembergs, Amazonlife, Mismo, Melinda Gloss, Perry de la Rosa, Serge Blanco, Marc O’Polo, Puma, Glenn, Perfett, Grenfell, Hart, Makin Jan Ma, Castañer, AC Jeans, Earnest Sewn, Fidelity, Want Les Essentiels De La Vie, Nikolaj d’Etoiles, Philipp Plein, Closed. Per il made in Italy erano presenti Alberto Fasciani, Bruno Magli, Campanile, Dude & Dudette, Gattinoni, Italia Independent, Julipet, Tincati, Kickers, Macchia J, Madson Discount, Sebastian Uomo, Serapian Milano, Y’s Mandarina, Twin DdM, tanto per citarne qualcuno. Quasi tutti i brand hanno ribadito orgogliosamente produzioni e lavorazioni interamente italiane. Una chiave di successo e una garanzia di qualità, ha detto a FashionUnited Daniele di Montezemolo che, nel 1999, ha lanciato il marchio Twin. “E’ importante che le aziende del made in Italy possano certificare la filiera della produzione”, spiega l’amministratore di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone, “per assicurare che chi ha tagliato, cucito ed etichettato quel determinato prodotto operi quotidianamente secondo la legge e sia tutelato dalla normativa sul lavoro”. “Si tratta di una questione rilevante, soprattutto per alcuni grandi marchi che operano attraverso una catena di fornitori”, conclude Napoleone. Foto: Raffello Napoleone, Pitti Immagine |

E’ colorato, ecologically correct, ama viaggiare, ed è attentissimo a tagli e tessuti l’uomo della primavera estate 2009. Hanno le idee chiare in fatto di tendenze gli stilisti che hanno presentato le nuove collezioni durante i quattro giorni della 74esima edizione di Pitti Uomo, alla Fortezza da Basso di
Firenze, un appuntamento che ha richiamato 734 aziende con 911 i marchi, tra cui 302 esteri, il 33% del totale. Ma ha le idee ancora più chiare su quali sono gli ingredienti giusti per far funzionare la kermesse fiorentina, anche e, soprattutto, quando lo scenario macro economico si mostra piuttosto complesso, come quest’anno, Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine dal 1995.
Portare in casa designer di fama internazionale come Walter van Beirendonck e Hugo Boss, dare spazio all’ecologia, alla mobilità ecosostenibile, all’arte e fare in modo che Pitti viva anche al di fuori delle mura della Fortezza da Basso, con una serie di inaugurazioni, di sfilate e di eventi collaterali ambientati in giardini e luoghi che hanno fatto e continuano a fare la storia della città di Firenze sono stati gli elementi di richiamo della settantaquattresima edizione appena conclusa. “L’attenzione all’ambiente e alla mobilità ecosostenibile non è una novità per noi, già da diversi anni stiamo dimostrando una notevole sensibilità nei confronti dell’ambiente. Una presa di coscienza di un problema reale, che ci coinvolge e che coinvolgerà ancora di più le nuove generazioni”, dice, a FashionUnited, Raffaello Napoleone. 