Suitsupply cresce in Italia |
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| Scritto da Isabella Naef | |
| mercoledì 27 giugno 2012 | |
Taglio classico ma anche modaiolo per vestiti in tessuti pregiati, dal fresco di lana alla seta, al cotone, per il 95% italiani, una produzione che, soprattutto per gli abiti, ? delocalizzata in Cina, e prezzi competitivi dai 250 euro in su per i vestiti confezionati
e da 300 per quelli su misura. Si declina cos? la strategia di crescita, in un mercato come quello italiano che vanta una grande tradizione sartoriale, di Suitsupply, azienda olandese fondata nel 2000 dal 38enne Fokke de Jong.
L'idea Con un fatturato di 70 milioni di euro nel 2011 e una crescita del 25% rispetto al 2010, l'azienda (il cui 70% circa fa capo a de Jong e la percentuale rimanente alla societ? olandese McGregor) sta mettendo a segno un piano retail che, a dicembre, l'ha portata ad aprire un negozio in corso Monforte, a Milano, e che la prossima settimana la porter? a Chicago, poi a Washington e in poi in Cina. In programma anche l'opening di altri store in Italia, a Roma con ogni probabilit?. A oggi, come spiega a FashionUnited il fondatore de Jong, nei giorni scorsi a Milano per presentare la nuova collezione primavera estate 2013, l'etichetta possiede circa una quarantina di monomarca, oltre a store online che vendono in tutto il mondo e da cui deriva il 15% del fatturato globale. "La nostra azienda ? molto innovativa poich? opera secondo un modello verticale in un mercato verticale", dice de Jong. Abbigliamento, borse, scarpe, cravatte e calze sono i prodotti su cui si concentra la produzione. "Scegliamo i tessuti migliori e andiamo a produrre laddove vi ? una specializzazione su ciascun particolare capo: le scarpe le facciamo fare nelle Marche, mentre gli abiti in Cina, altre cose sono prodotte in Portogallo", spiega Murray Coetzee, stilista del brand che, assieme al responsabile degli accessori e a un altro designer compone il team creativo, con quartier generale ad Amsterdam. "Il cliente italiano ? uno che se ne intende", sottolinea il fondatore dell'azienda, "? questa la principale differenza tra chi compra i nostri vestiti nello store di Amsterdam oppure in quello di corso Monforte, a Milano. Il mercato italiano ? abituato alla sartorialit?, ai tessuti pregiati e per noi ? un punto di forza poter vendere abiti di qualit? a un prezzo competitivo". La qualit? del servizio, la cortesia e la competenza del personale sono altri fattori imprescindibili per Suitsupply. "Non nego che sia davvero difficile trovare personale qualificato, in grado di assicurare un servizio all'altezza dei nostri standard", dice de Jong aggiungendo che, prima di entrare in contatto con il cliente, il personale deve superare un training di sei settimane. "Del resto il negozio ? il nostro principale canale di vendita, il nostro biglietto da visita". "Il passaparola e la soddisfazione del cliente", sottolinea ancora il giovane imprenditore, che dice di essere ?inciampato? nel mondo della moda, mentre ancora frequentava l?universit?, trovandosi a lavorare nel settore fashion, "sono la migliore pubblicit? in assoluto per un marchio di abbigliamento". In ogni negozio sono presenti uno o pi? sarti per la consegna del capo ?ritoccato? in meno di un?ora e per prendere le misure dell'abito da fare. I tempi di attesa per la consegna del "tailor made" sono all'incirca sei settimane. Un fattore determinante per raggiungere l'obiettivo di fatturato del 2012: superare i 100 milioni di euro nel 2012. Foto: Fokke de Jong |


Taglio classico ma anche modaiolo per vestiti in tessuti pregiati, dal fresco di lana alla seta, al cotone, per il 95% italiani, una produzione che, soprattutto per gli abiti, ? delocalizzata in Cina, e prezzi competitivi dai 250 euro in su per i vestiti confezionati
e da 300 per quelli su misura. Si declina cos? la strategia di crescita, in un mercato come quello italiano che vanta una grande tradizione sartoriale, di Suitsupply, azienda olandese fondata nel 2000 dal 38enne Fokke de Jong.
che ha portato alla nascita di Suitsuplly ? la ricerca di ?una strada differente?, fuori dagli schemi rigidi del mondo del fashion. Pr?t-?-porter per definizione, ma lusso artigianale per concezione: abiti confezionati, rifiniture su misura, ma anche sartoria ad hoc, e una gamma di scarpe e accessori, per rispondere a ogni richiesta di taglio, tessuto e colore, con outfit adatti a ogni situazione e stile. 