Tod's, Corneliani e Cnmi a convegno sul lusso E-mail
Wednesday 26 November 2008
"Ci siamo trovati ad affrontare una crisi imprevista, violenta, che non abbiamo generato, ma che stiamo subendo. Per superarla possiamo solo lavorare, razionalizzando le aziende, tagliando i costi e innovando i prodotti. Il mercato è in una fase di riflessione, ma ritengo

che passati i primi mesi del 2009, torneremo a respirare un certo ottimismo. Come Tod's abbiamo appena registrato una trimestrale ottima e se i consumi natalizi terranno chiuderemo un 2008 positivo. Ma non possiamo nasconderci, la gente è preoccupata e questo ha effetto sui consumi. Per superare questo momento di difficoltà stiamo tutti lavorando in modo pressante. La ricetta contro la crisi è rappresentata dalla competitività, dalla solidarietà, per far arrivare qualcosa in più in busta paga a chi lavora grazie a una politica di detassazione, e dal sostegno al Made in Italy, un patrimonio che non dobbiamo depauperare". Sono queste le parole di Diego Della Valle, chairman e ceo di Tod's, ieri, durante il Milano Fashion global summit, l'appuntamento dedicato all'evoluzione del mercato della moda e del lusso organizzato da Class Editori in collaborazione con The Wall Street Journal, la Camera Nazionale della Moda Italiana e Merrill Lynch.

Al convegno sono intervenuti anche altri big del settore che hanno illustrato strategie e prospettive per superare questa difficile congiuntura economica e per crescere nei nuovi mercati. Per Mario Boselli, chairman della Camera nazionale della moda italiana, "l'Italia ha tutto per tornare a essere la fabbrica dell'alto di gamma del mondo. Il nostro Paese può contare ancora su una base manifatturiera forte e questo ha fatto sì che la crisi fosse meno acuta. Le nostre banche hanno investito in passato sulle piccole e medie imprese e hanno avuto un tornaconto economico, senza intossicarsi con strumenti finanziari esotici".

Secondo Carlalberto Corneliani, chairman e ceo di Corneliani, è necessario anche qualche sforzo in più a livello istituzionale. "Gli imprenditori italiani sono stati capaci di andare in giro per il mondo e costruire il valore del made in Italy. Ma se in futuro vogliamo continuare a vendere il lusso allora dobbiamo trasformare l'Italia nella patria del bello. Non possiamo permetterci di macchiare la nostra immagine, come è successo con i rifiuti di Napoli, perché perderemmo di credibilità. Noi guardiamo al di fuori dei confini con grande interesse e per noi la Russia rappresenta uno dei principali mercati esteri per fatturato. Siamo presenti con trentacinque punti vendita in dodici città e abbiamo un'ottima copertura del territorio e intendiamo continuare a crescere, ma come abbiamo fatto fino a oggi, in modo selettivo e puntando molto sulla costruzione del rapporto umano", ha infatti detto Corneliani.

Un modello di business flessibile è la strada giusta da percorrere per Paolo Fontanelli, ceo di Furla, "la strategia di crescita nei mercati emergenti deve fondarsi su tre leve: comprendere le differenze culturali tra nazioni; proporre un'offerta in linea con i bisogni locali e adottare un modello di business flessibile che sia fondato non solo sugli investimenti diretti, ma anche sulla formazione di partnership e joint venture con aziende locali, come quella per esempio, che Furla ha siglato a Hong Kong con Sidefame, la società che da molto tempo gestisce la rete di distribuzione del brand in città".

Investire in Paesi come Dubai, Qatar e Bahrein è, infine, la strategia messa a punto da Poltrona Frau group. "Malgrado l'andamento del titolo in Borsa, il vero valore del nostro gruppo lo vedremo da qui a tre anni. Grazie alla joint venture con Mubadala abbiamo programmato un piano triennale che prevede potenziali commesse per 100 milioni di euro ad Abu Dhabi. Sembra un obiettivo ambizioso, in realtà è molto realistico perchè rappresenta una minima parte degli investimenti della regione. Fino a oggi abbiamo avuto un'eccellente penetrazione sul mercato, attraverso i contractor, ma per noi non ci può essere sviluppo senza una presenza retail utile ad avvicinare non solo le aziende, ma anche il consumatore finale. Con questo obiettivo nasce il nostro nuovo negozio di Abu Dhabi, una vera e propria palazzina del design che ospita tutti i marchi di Poltrona Frau Group. In tutto il Medio Oriente c'è una grandissima fame di Made in Italy, di qualità e di design. Per questo guardiamo con grande interesse anche a Dubai, al Qatar e Bahrein che hanno tassi di crescita molto superiori a quelli di Paesi industrializzati", ha affermato, infatti, Matteo Cordero di Montezemolo, vice chairman di Poltrona Frau Group e ceo di Charme Investment. 

Foto: Al centro Diego Della Valle durante il Fashion global summit


 
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